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11 min di lettura·

Obblighi antiriciclaggio per studi fiduciari in Svizzera: due diligence clienti, segnalazioni MROS e documentazione conforme

Come applicare la Legge sul riciclaggio (LRD) nello studio fiduciario: identificazione del cliente, profilo di rischio, segnalazioni al MROS e tracciabilità documentale.

Perché l'antiriciclaggio riguarda ogni studio fiduciario

Uno studio fiduciario svizzero non si limita a tenere la contabilità: spesso costituisce società, amministra patrimoni, gestisce mandati di rappresentanza e coordina operazioni finanziarie per conto dei clienti. Queste attività rientrano nella nozione di intermediazione finanziaria ai sensi della Legge federale sul riciclaggio (LRD) e impongono obblighi concreti di due diligence, monitoraggio e segnalazione.

La normativa antiriciclaggio non è un adempimento burocratico marginale: è un pilastro della responsabilità professionale del fiduciario. Un'identificazione insufficiente del cliente, una mancata segnalazione al Money Laundering Reporting Office Switzerland (MROS) o un archivio incompleto possono comportare sanzioni amministrative, revoca dell'affiliazione all'Organismo di autodisciplina (OAD) e, in casi gravi, responsabilità penale.

In questa guida analizziamo il quadro normativo svizzero applicabile agli studi fiduciari, i passaggi operativi della due diligence clienti, le situazioni che impongono una segnalazione MROS e come strutturare una documentazione difendibile — anche con il supporto di strumenti digitali come Accountex per la tracciabilità delle pratiche.

Due diligence clienti: i passaggi operativi

La due diligence non è un modulo da compilare una tantum all'apertura del mandato. È un processo continuo che inizia prima dell'instaurazione del rapporto d'affari e prosegue con monitoraggio periodico:

1

Identificazione della parte contraente

Verificare l'identità del cliente persona fisica (documento d'identità valido) o giuridica (estratto registro di commercio, statuti). Per persone giuridiche estere, acquisire documenti equivalenti autenticati. Conservare copie conformi o documentazione elettronica verificabile.

2

Identificazione dell'avente economicamente diritto

Determinare chi detiene, direttamente o indirettamente, almeno il 25% del capitale o dei diritti di voto, da solo o di concerto con terzi, o chi esercita in altro modo il controllo. Per trust e strutture complesse, risalire fino alle persone fisiche aventi economicamente diritto. Documentare la catena di controllo con schema organizzativo.

3

Verifica dello scopo e della natura del rapporto

Comprendere l'attività economica del cliente, l'origine dei fondi e la finalità del mandato fiduciario. Per un fiduciario che costituisce una holding, chiedere: qual è l'attività operativa sottostante? Da dove provengono i conferimenti? Il mandato è coerente con il profilo del cliente?

4

Profilo di rischio e classificazione

Assegnare un livello di rischio basato su criteri oggettivi: Paese di domicilio, settore (es. commercio di metalli preziosi, gaming), PEP (persone politicamente esposte), complessità strutturale, canali di pagamento. Aggiornare il profilo al verificarsi di cambiamenti significativi.

5

Due diligence allentata, ordinaria o rafforzata

Clienti a basso rischio (es. PMI svizzera con attività trasparente): verifiche essenziali. Rischio standard: identificazione completa e chiarimenti documentati. Alto rischio: verifiche rafforzate, approvazione della direzione, monitoraggio intensificato e revisione almeno annuale.

6

Monitoraggio continuo del rapporto

Confrontare le operazioni effettive con quanto dichiarato all'apertura. Segnalare internamente transazioni insolite, incoerenze nei flussi di cassa o richieste di modifica strutturale non giustificate. La due diligence non termina con la firma del contratto di mandato.

Segnali d'allarme: quando approfondire o segnalare

Lo studio fiduciario è spesso il primo a osservare schemi sospetti, perché ha visibilità su conti, fatture e movimenti patrimoniali. I seguenti indicatori richiedono almeno chiarimenti documentati e, se non plausibilmente spiegati, una segnalazione MROS:

Incoerenza tra attività e flussi finanziari: una società con fatturato modesto riceve bonifici elevati da Paesi ad alto rischio, senza documentazione commerciale plausibile.

Strutture opache o frequenti modifiche: cambi ripetuti di amministratori, azionisti o sedi senza motivazione economica, uso di nominee o strati multipli di società interposte.

Riluttanza a fornire informazioni: il cliente evita domande sull'origine dei fondi, fornisce documenti inconsistenti o pressa per operazioni urgenti senza spiegazioni.

Operazioni frazionate o circolari: pagamenti ripetuti appena sotto soglie rilevanti, trasferimenti circolari tra conti collegati, liquidazioni rapide di partecipazioni con reintroduzione dei proventi.

Clienti PEP non dichiarati: persone politicamente esposte o loro familiari stretti che non sono stati identificati o classificati correttamente al momento dell'onboarding.

Segnalazioni MROS: procedura e buone pratiche

Il MROS (Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro) centralizza le segnalazioni di sospetto. L'obbligo di comunicare sorge quando l'intermediario finanziario sa o ha il sospetto fondato che i valori patrimoniali siano collegati a un reato ai sensi degli artt. 260ter o 305bis CP, provengano da un crimine o da un delitto fiscale qualificato secondo l'art. 305bis cpv. 1bis CP, sottostiano al controllo di un'organizzazione criminale o servano al finanziamento del terrorismo (art. 260quinquies CP).

Quando segnalare

La segnalazione è obbligatoria non appena sussiste un sospetto fondato — non è necessaria la certezza. In caso di dubbio persistente dopo chiarimenti, la prudenza normativa suggerisce di segnalare. Una segnalazione tardiva o omessa espone lo studio a sanzioni.

  • Sospetto di riciclaggio o finanziamento del terrorismo
  • Delitto fiscale qualificato (art. 305bis cpv. 1bis CP)
  • Impossibilità di identificare l'avente economicamente diritto nonostante richieste

Come procedere internamente

Definire un flusso chiaro: il collaboratore segnala al responsabile antiriciclaggio, che valuta e decide sulla trasmissione MROS. Documentare la valutazione interna (senza informare il cliente). La segnalazione avviene tramite il portale goAML del MROS. Conservare copia della comunicazione e della documentazione di supporto.

Blocco dei beni e divieto di interrompere il rapporto (art. 10 LRD e art. 12a ORD)

Se sussistono le condizioni per una segnalazione, lo studio non può interrompere di propria iniziativa la relazione d'affari (art. 12a ORD). I valori patrimoniali oggetto della comunicazione vanno bloccati senza indugio nei casi di cui all'art. 9 cpv. 1 lett. c LRD; negli altri casi, il blocco ex art. 10 cpv. 1 LRD scatta quando il MROS notifica la trasmissione delle informazioni a un'autorità di perseguimento penale. Il blocco prosegue fino a una decisione dell'autorità competente, al massimo per cinque giorni feriali.

Documentazione conforme: cosa archiviare e per quanto tempo

La LRD impone di documentare l'adempimento degli obblighi di due diligence e di conservare i documenti per almeno dieci anni dalla cessazione del rapporto d'affari o dalla conclusione della transazione (art. 7 cpv. 3 LRD). Un archivio AML ben strutturato è la prima linea di difesa in caso di controllo OAD:

Dossier cliente AML

  • • Modulo di identificazione e firma
  • • Copia documenti d'identità / registro commercio
  • • Dichiarazione aventi economicamente diritto
  • • Profilo di rischio e giustificazione
  • • Chiarimenti su origine fondi

Monitoraggio e revisioni

  • • Registro operazioni insolite
  • • Verbali revisioni periodiche
  • • Aggiornamenti profilo di rischio
  • • Corrispondenza con il cliente
  • • Decisioni su segnalazioni interne

Governance interna

  • • Direttiva antiriciclaggio aggiornata
  • • Registro formazione collaboratori
  • • Nomina responsabile AML
  • • Report annuali all'OAD
  • • Esiti controlli OAD e azioni correttive

Integrazione con la contabilità

  • • Coerenza tra mandato e registrazioni
  • • Tracciabilità pagamenti rilevanti
  • • Collegamento dossier AML e pratica contabile
  • • Accesso controllato e backup sicuro
  • • Audit trail delle modifiche

Software contabili come Accountex facilitano la tracciabilità incrociando la documentazione del mandato con i movimenti contabili del cliente. Anche con strumenti digitali, però, la cartella AML resta distinta dalla contabilità ordinaria e deve essere accessibile al responsabile antiriciclaggio e ai revisori OAD.

Checklist operativa per lo studio fiduciario

Utilizzate questa checklist per verificare la conformità AML del vostro studio — idealmente in preparazione di un audit OAD o al momento dell'onboarding di un nuovo mandato:

Adempimento Frequenza Responsabile
Identificazione cliente e avente economicamente diritto All'apertura mandato Referente mandato
Assegnazione profilo di rischio All'apertura + ad eventi Responsabile AML
Revisione periodica clienti ad alto rischio Almeno annuale Responsabile AML
Formazione antiriciclaggio collaboratori Annuale Direzione
Verifica liste PEP e sanzioni Onboarding + periodica Referente mandato
Valutazione segnali d'allarme contabili Continuo Contabile / fiduciario
Segnalazione MROS se necessaria Appena sorge sospetto Responsabile AML
Conservazione documenti AML 10 anni post-mandato Amministrazione

Antiriciclaggio come standard qualitativo dello studio

Gli obblighi antiriciclaggio non contraddicono la relazione fiduciaria con il cliente: ne definiscono le regole minime di diligenza che distinguono uno studio professionale da un semplice elaboratore di pratiche. Due diligence rigorosa, monitoraggio attento e segnalazioni tempestive proteggono lo studio, il sistema finanziario svizzero e, indirettamente, i clienti onesti.

Investite tempo nella formazione del team, nella digitalizzazione dei dossier AML e nella definizione di procedure chiare. Un controllo OAD positivo non è solo un requisito di legge: è la conferma che il vostro studio opera con gli standard che clienti, banche partner e autorità si aspettano da un fiduciario svizzero.

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